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Viareggio: in 20mila per chiedere verità e
giustizia
Ad un anno esatto dalla strage che
avvenne sul primo binario della stazione,
che costò la vita a 32 persone, la città ha
voluto ricordare le vittime del disastro. Un
ricordo che non è solo commemorazione, ma
richiesta di giustizia, verità e sicurezza.
In serata oltre 20 mila persone sono scese
in piazza.
Un anno fa, un treno contenente gpl,
entrando nella stazione di Viareggio,
deragliò provocando la fuoruscita del gas e
successive esplosioni che causarono la morte
di 32 persone.
Da un anno ormai, i comitati dei familiari
delle vittime chiedono a gran voce che sia
fatta luce su quando accaduto, che i
responsabili vengano individuati e puniti.
La giornata di ieri è stata un'ennesima
occasione per chiedere giustizia e per
difendere la memoria, affinché ciò che è
successo non si ripeta ancora, affinché il
disastro di Viareggio non venga annoverato
tra le innumerevoli stragi impunite del
nostro paese.
E ieri nella città toscana, a sfilare in
corteo, c'erano anche le famiglie delle
vittime di altre "stragi italiane": i
genitori dei ragazzi morti nella casa dello
studente de L'Aquila, i genitori di San
Giuliano di Puglia, i parenti delle vittime
della ThyssenKrupp, della MobyPrince e di
Linate, tutti uniti dalla stessa forza e
dallo stesso coraggio; un coraggio che non
li fa demordere dal percorso di ricerca
della giustizia.
Tre lunghi fischi sono stati emessi da tutti
i treni che hanno transitato ieri nella
stazione di Viareggio: è così che i
macchinisti hanno deciso di palesare la loro
vicinanza alle famiglie delle vittime.
L'iniziativa era stata lanciata dalla
storica rivista dei ferrovieri "Ancora in
marcia!".
Alla vigilia dell'anniversario della strage
i macchinisti avevano dichiarato: "Saremo
anche presenti alla manifestazione di domani
con una delegazione per marcare la nostra
vicinanza ai familiari e ai cittadini di
Viareggio, e nello stesso tempo sottolineare
la distanza che ci separa, nei metodi e nei
sentimenti, dai dirigenti Fs che, dal giorno
del disastro, hanno avuto atteggiamenti così
cinici da rasentare il disprezzo per le
vittime e i loro cari".
Tra loro, presente al corteo, anche Dante De
Angelis, il ferroviere che fu licenziato
dalle Ferrovie dello Stato nell'agosto 2008,
per aver denunciato l'insicurezza dei treni.
Dopo lunghe battaglie, nell'ottobre 2009,
Dante è stato reintegrato.
Intorno alle 19:30 una folla si è radunata
nello Stadio dei Pini dove, dopo
l'intervento dei rappresentanti di diverse
comunità religiose, hanno preso parola i
parenti delle vittime e i diversi comitati
presenti a Viareggio. Solo alla fine è
intervenuto il sindaco della città Luca
Lunardini, unica istituzione "ammessa" alle
iniziative.
Un corteo lunghissimo, 20mila persone, si è
poi mosso per le strade viareggine, guidato
dai familiari delle vittime che reggevano lo
striscione "Viareggio 29.06.2009 23:48
niente è più come prima", seguiti dagli
striscioni dei comitati provenienti dalle
città nelle quali sono avvenute altre
stragi, poi tanta gente comune, in fondo al
corteo i rappresentanti istituzionali.
La manifestazione ha transitato in una
Viareggio a lutto: negozi chiusi, serrande
abbassate, candele sui balconi e sulle
finestre. Tanti applausi al passaggio del
corteo e di uno striscione contro
l'amministratore delegato delle ferrovie
dello Stato Mauro Moretti, che recitva
"cavaliere del capitale, per Viareggio un
criminale, Moretti dimettiti".
Il fiume di persone è poi arrivato in via
Ponchielli, la strada parallela al primo
binario della stazione, dove sono ancora
evidenti i segni del disastro.
Qui la folla ha atteso le 23:48: il fischio
di un treno, le sirene dei vigili del fuoco
e delle ambulanze, un lungo applauso. Una
collettività che si stringe attorno alle
famiglie delle vittime e che, insieme a
loro, chiede ancora una volta verità e
giustizia.
La Nostra Associazione è
intervenuta a Viareggio all'assemblea dei comitati.
Tutte
situazioni, in cui le "disgrazie" non hanno niente di fatale ma molto di
colpevole profitto.
Col nostro striscione
abbiamo fatto la nostra bella figura (vedi foto allegate). Mi hanno
aiutato a portarlo Samanta di Persio e Alessandra Arezzo, la mamma
di Matteo Valenti (ho aggiunto la foto alla mostra), e altre amiche
di Viareggio.
All'ora della tragedia,
eravamo in via Ponchielli con i familiari delle vittime.
Il
giorno dopo in comune a vedere la mostra fotografica "Non Numeri Ma
Persone", era ben allestita. Sarà in Versilia fino all'11 luglio
richiesta alla festa di Rinascita.


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Invito
firmare l’ appello contro la soppressione dell’ ISPESL all’ indirizzo:
http://www.ispesl.it/appello/index.asp
COMUNICATO STAMPA DELL’ ISPESL
L'
ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro) ha
investito per 30 anni denaro pubblico per dotarsi di attrezzature e
personale ricercatore che lo hanno portato oggi ad essere conosciuto ed
apprezzato dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale e di
notevole utilità per la comunità economica e per i decisori politici.
Tutto
questo rischia di essere vanificato e sperperato, la professionalità dei
ricercatori mortificata, più di 500 fra borsisti e co.co.co che in questi
anni hanno sopperito alla mancanza di organico rendendosi indispensabili,
rimarranno disoccupati, in nome di un risparmio che se valutato
correttamente risulta irrisorio.
In
nessun Paese europeo le ragioni della crisi hanno portato allo scioglimento
degli enti di ricerca che si occupano di salute e sicurezza sul lavoro e
della riduzione delle tutele sociali.
Per tali
motivi, si ritiene la scelta dell’ inclusione dell’ ISPESL tra gli Enti
soppressi:
−
non
appropriata alla luce dei compiti e del ruolo istituzionale affidato dalle
norme a ISPESL, compiti e ruolo ribaditi dal Governo con il D.Lgs.81/08 in
materia della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
−
non in
linea con le motivazioni alla base dell’ odierno decreto legge.
Chiediamo al Governo e al Parlamento di riconsiderare al più presto un
provvedimento che depaupera un capitale umano e scientifico rilevante, e
priva opinione pubblica, decisori pubblici ed organismi internazionali di un
referente professionale autorevole e indipendente.
Comunicato dell'Associazione
La manovra
economica in corso di approvazione da parte del Governo contempla, tra l’
altro, una serie di misure che mirano ad un ulteriore drastico
ridimensionamento della ricerca pubblica in Italia; tra queste ve n’è una
che coinvolge particolarmente la sicurezza sul lavoro e su cui la nostra
Associazione sente il dovere di esprimersi.
Si tratta
della soppressione dell' Istituto Superiore per la Prevenzione e la
Sicurezza del Lavoro (ISPESL), definito “ente inutile”.
L' ISPESL è
l' unico Ente di ricerca del nostro Paese nel settore della prevenzione e
della sicurezza dei lavoratori. Esso aveva già subito una drastica
riduzione dei fondi pubblici, sostanzialmente dimezzati nel corso di questi
anni, pur mantenendo un buon livello di erogazione di attività e servizi
(grazie anche al tasso di autofinanziamento del 60%); per cui risultano
incomprensibili le ragioni economiche addotte a giustificarne lo
scioglimento.
Ricordiamo
che l' ISPESL assicura, tra le tante delicate funzioni che gli sono
assegnate, quelle di ricerca, consulenza, indirizzo e formazione su materie
quali i rischi da incidenti rilevanti, la sicurezza degli impianti
energetici complessi, la sicurezza delle nuove tecnologie. Esso provvede
inoltre alla formazione degli operatori addetti ai servizi di prevenzione e
vigilanza delle ASL e gestisce il Registro Nazionale dei Mesoteliomi,
attraverso il quale è possibile non solo monitorare i danni da pregresse
esposizioni ad amianto ma anche individuare e rimuovere nuove possibili
sorgenti ed occasioni di esposizione .
Né rassicura
la ventilata prospettiva che le funzioni dell' ISPESL siano riassorbite
dall' INAIL, Ente di carattere assicurativo e non di ricerca, le cui
professionalità si esprimono nella valutazione e nel risarcimento del danno
( e non sempre con la dovuta attenzione alle esigenze dei lavoratori
infortunati). Non è valsa la riattribuzione formale all' INAIL, nel 1996, di
alcune funzioni nel campo della prevenzione (di cui i lavoratori, sui posti
di lavoro, poco si sono accorti) a modificare mentalità, professionalità e
burocratismi dell' Ente.
In nessun
paese europeo le ragioni della crisi hanno portato allo scioglimento degli
Enti di ricerca che si occupano di salute e sicurezza sul lavoro.
Questa
misura ci appare pretestuosa e cinica, senza fondamento economico né
organizzativo né etico. Forse solo tesa alla risoluzione della crisi
finanziaria con l'abbassamento non solo dei salari, ma anche delle tutele
contro i rischi da lavoro, per salvaguardare rendite e profitti.
Esprimiamo
solidarietà ai lavoratori dell' ISPESL ed a tutti i lavoratori degli Enti
Pubblici di Ricerca, oggi in stato di mobilitazione per lottare contro la
liquidazione di un patrimonio di conoscenze e professionalità indispensabile
per il futuro del Paese.
Associazione
nazionale Ruggero Toffolutti
Per la sicurezza dei luoghi di lavoro
Piombino, 30
maggio 2010
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Via alle tante iniziative del “Van Toff”
Sport e manifestazioni contro le morti sul lavoro
PIOMBINO. Sarà
un’inaugurazione davvero densa di significati, anche quest’anno, per il Van
Toff. Il torneo di calcio a cinque dedicato da Uisp a Ruggero Toffolutti,
ucciso da un infortunio in Magona, prenderà il via sabato. Anche in questa
tredicesima edizione, marceranno di pari passo lo sport e la
sensibilizzazione contro le morti sul e per lavoro.

Il calendario di sabato: alle
17 a palazzo Appiani, arriveranno da Torino, insieme ad esponenti
dell’amministrazione comunale, le squadre “Legami d’acciaio”, composta anche
da lavoratori della Thyssen, e Cit Turim, rappresentativa under 16. Daranno
loro il benvenuto i rappresentanti dell’Uisp, dell’associazione “Ruggero
Toffolutti” e del Comune. Seguirà la visita alla mostra fotografica
“Persone, non numeri” realizzata dall’associazione Toffolutti e reduce da
numerosi allestimenti in varie parti d’Italia. La mostra sarà accompagnata,
all’esterno di palazzo Appiani, dall’esibizione della Soul of dance, scuola
di ballo diretta da Daniela Pardini. Le giovani allieve proporranno “Con
rabbia e con amore: contro le morti sul lavoro”, la coreografia presentata
con successo al concerto del Primo maggio a Campiglia M.ma. Alle 20, al
Magonello, prenderà il via il triangolare inaugurale. In campo, Legami
d’acciaio, Tute blu Piombino e il Resto del mondo, squadra composta da
lavoratori immigrati. Concluderà la serata l’incontro tra Cit Turin e una
rappresentativa under 16 del Piombino calcio. Il torneo vero e proprio
inizierà l’8 giugno per concludersi a fine luglio. Al Magonello, a conferma
della solidità della manifestazione, si alterneranno una cinquantina di
squadre divise in tre gironi: under 16, over e femminile. A corollario del
Van Toff si è già svolta una prima occasione di sensibilizzazione contro le
morti sul lavoro. Un pubblico numeroso ha partecipato alla presentazione del
libro “Le colpe dei deboli” di Alberto Fiaschi. Tra i relatori, il
magistrato Jacqueline Monica Magi il medico del lavoro, Oriana Rossi.
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Fa centro
il concerto dell’associazione Toffolutti
Musica
per ricordare
le vittime del lavoro
CAMPIGLIA.
Una bella
giornata. Premiata dalle presenze e graziata dal meteo. «Con rabbia e con
amore», il concerto del Primo maggio organizzato dell’associazione «Ruggero
Toffolutti» nel parco di San Silvestro, ha centrato l’obiettivo. Non
dimenticare una giornata importante. Non dimenticare il valore lavoro. Non
dimenticare chi ci perde la vita ogni giorno.
Sul palco allestito nel piazzale di Valle Lanzi, si sono succeduti Andrea
Parodi, Max Larocca e Fulvio At Renzi, seguiti dagli Jontas. Al secolo,
Massimo Panicucci, Federico Botti e Pietro Sabatini.
Apertura e chiusura affrontate egregiamente dal gruppo Senegal Djème che con
i suoi tamburi ha saputo coinvolgere il pubblico. Soprattutto nella parte
finale, quando i ritmi africani hanno scatenato, in una danza
improvvisata quanto emozionante, alcuni giovani immigrati e le ragazze della
Soul of dance. Ed è arrivata proprio dalle giovanissime allieve
dell’insegnante Daniela Pardini, la parte più toccante del pomeriggio. Soul
of dance ha proposto una coreografia che ha miscelato sapientemente i
sentimenti della rabbia e dell’amore per le morti sul lavoro.
Marina Rossi, Alice Marini, Serena Pratesi, Benedetta Verlezza, Teresa
Ferraioli, Rita De Marco e Camilla Bizzi hanno danzato in parti diverse del
piazzale. La performance si è conclusa nello spazio in cui l’associazione ha
allestito la sua mostra “Persone, non numeri”. Sotto gli sguardi sorridenti
di persone ritratte in momenti felici, morte mentre si stavano guadagnando
da vivere. Ed è tra quelle foto che si è toccato il momento più intenso.
Senza enfasi. Senza retorica. Col cuore.
La «Toffolutti» ringrazia tutti gli artisti che si sono esibiti e le
associazioni che hanno accolto il suo invito, arricchendo il concerto con la
loro presenza: Uisp, La teranga, Gaibila, Centro soci Coop ed Emergency.
Ringraziamenti estesi a Parchi Val di Cornia per l’ospitalità, al Teatro
dell’Aglio (palco e fonica), ai Comuni di Campiglia, San Vincenzo e
Piombino, a Unicoop e Compagnia
portuali.

Le allieve della scuola di ballo Soul of dance
5 MAGGIO 2010 VAL DI CORNIA
IL TIRRENO
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PREMIO LEONCINI
II Edizione 2010
Concorso letterario nazionale dal titolo:
Lavoro e immigrazione:
i valori della legalità e della solidarietà
racconto, poesia e fumetto inediti
per informazioni:
www.ruggero-toffolutti.org/premioleoncini
Vedi la Locandina
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Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo
di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le
braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci
fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?
Primo marzo 2010
si propone, in modo non violenta, di far capire
all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto
dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra
società.
Questo movimento nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al
proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni e
chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle
discriminazioni verso i più deboli.
Si collega e si ispira “La
journée sans immigrés: 24h sans nou”,
il movimento che in Francia sta organizzando uno sciopero degli
immigrati per il 1 marzo 2010.
Il colore di riferimento di Primo marzo
2010 è il giallo. Lo abbiamo scelto perché è considerato
il colore del cambiamento e per la sua neutralità politica: il
giallo non rimanda infatti ad alcuno schieramento in
particolare.
Vi invitiamo, quindi, a usare un braccialettino o un nastrino
giallo come riconoscimento.
A Piombino, diciannove
associazione , con il patrocinio del Comune, aderiscono ed
appoggiano questa iniziativa convinti, come
si dice nel manifesto, che sia il razzismo a rendere più
insicuri.
Si tratta di valorizzare il ruolo e la presenza migrante in
Italia e la necessità di contrastare ogni forma di razzismo,
estendere lo spazio dei diritti e contrastare
quello dello sfruttamento e delle mafie come ricordano i tragici
fatti di Rosarno.
Difendere e promuovere i diritti dei migranti
significa difendere e promuovere i diritti di tutti e di tutte.
“ITALIA. PROVA A FARE SENZA DI NOI…”
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Dopo
il successo dell'allestimento di Torino in occasione dell'anniversario
del rogo alla Thyssen, torna a Piombino la mostra dell'associazione
Ruggero Toffolutti
"Persone,
non numeri".
La rassegna fotografica, che
ritrae in grande formato una trentina di lavoratori uccisi da infortuni
e malattie professionali in varie parti d'Italia, sarà esposta al
Centro congressi dell'hotel Phalesia
martedì 23 e mercoledì 24 febbraio
per il congresso provinciale della
Fiom Cgil.
Prossime tappe Roma e Orvieto. |
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Incontro
pubblico tra gli studenti
Organizzato dall'Associazione
Ruggero Toffolutti
giovedi' 17 dicembre
2009
alle ore 10.30
al Teatro Metropolitan di Piombino
con ex-magistrato
GHERARDO COLOMBO
sul tema
"Costituzione, diritto al
lavoro tra passato e futuro".
L'incontro si svolge nell'ambito delle
iniziative della Carovana Antimafia 2009.
Vedi la locandina (pdf) |
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Negli stessi impianti sportivi torinesi e' stata allestita la mostra
"persone, non numeri"
realizzata dall'associazione Ruggero Toffolutti:
27 macroimmagini di lavoratori di varie parti d'Italia che hanno perso la
vita sul lavoro o per il lavoro. |
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Muore un operaio Rfi a Firenze, muore un operaio in un
vetreria in Brianza
UN ALTRO MERIDIONALE CHE MUORE NEL
CENTRO-NORD
Firenze E' morto Domenico Ricco operaio di 27 anni
.Incidente mortale sul lavoro ieri notte a Firenze. Domenico addetto
della Rete Ferroviaria Italiana, ?stato investito da un treno in corsa
mentre stava lavorando a un binario nella zona di Rifredi, a Firenze.
Secondo le prime ricostruzioni, il giovane, originario di Barletta, era
all'opera con altri due colleghi per riparare un guasto a un deviatoio
di una rotaia. A un certo punto i tre hanno sospeso i lavori perche'
stava sopraggiungendo un treno merci. Ricco, tuttavia, non si sarebbe
accorto che un treno passeggeri stava transitando sul binario vicino, e
sarebbe stato travolto.
I sindacati regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno espresso "solidarieta'
ai lavoratori e "cordoglio" per la famiglia della vittima. All'unanimita'
hanno chiesto alle autorita'giudiziarie di fare presto luce sul caso,
cos?da individuare le cause e prendere i provvedimenti necessari
"affinche' non si ripetano tali tragedie'".
"Basta con questo stillicidio - ha affermato Riccardo Nencini,
presidente del Consiglio regionale della Toscana - Non ?pi?
tollerabile. Occorre fissare regole e strumenti efficaci per
interrompere una catena assurda e inaccettabile". La procura ha aperto
un'inchiesta, disponendo un'autopsia sul corpo del 27enne.
Ricordando Anthony Forsythe( nella foto)
http://www.cadutisullavoro.it/sacrario/00249.htm

Brianza. Altra morte causata da un incidente sul lavoro in Brianza. Dopo
cinque giorni di agonia, Roberto Colecchia si e' spento nel reparto di Neuro-rianimazione dell'Ospedale San Gerardo di Monza Roberto Colecchia.
L'uomo era stato vittima di un grave incidente avvenuto la scorsa
settimana alla vetreria Fratelli Paleari di Brugherio. Colecchia, 35
anni, residente a Concorezzo, era rimasto schiacciato tra una lastra di
vetro e un macchinario sul quale stava lavorando. Sulle dinamiche
dell'incidente stanno indagando la Asl di Milano 3 e la Procura di
Monza.
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Lettera dell'Associazione
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Scarica il file sul Rapporto annuale Infortuni
sul lavoro di INAIL
Rapporto 2008 -
Rapporto 2007
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