INTERVENTO di SIMONETTA GUIDONI dell’associazione nazionale Ruggero Toffolutti

per la sicurezza del lavoro al convegno di Rifondazione comunista  del 17 febbraio 1999 su

 

                                Quale lavoro per il 2000

 

 

   Ho perso mio fratello alla Lusid ,  Maurizio aveva 27 anni e lavorava in una ditta d’appalto, la Siderco, il 3 giugno scorso. Naturalmente  con un contratto di formazione, una formula adottata dalle imprese  esclusivamente per risparmiare a  partire dalla sicurezza.

 

   Molti operai vengono assunti  e come formazione, vengono  mandati a fare mestieri  che non conoscono, senza una adeguata preparazione neanche in fatto di prevenzione dei molti rischi che ci sono in una fabbrica.  Prevenzione che, inoltre, è prevista da una legge  precisa, la  626 quasi mai rispettata.

 

   A noi familiari è stato detto che è colpa del fato , come sempre, del resto, quando le aziende si  riferiscono agli omicidi bianchi, mentre i signori padroni  - purtroppo non da soli – mostrano una totale indifferenza.. Sappiamo  invece che molto difficilmente ci sono responsabilità del destino.

 

Come possiamo, noi familiari farcene una ragione?  Un ragazzo va a  lavorare  per guadagnare i soldi per vivere, non per morire.

 

   Per questo è nata la nostra associazione nazionale per la sicurezza dei luoghi di lavoro.

 

 Un’associazione aperta a chi,  insieme a chi piange davvero quei morti, sente di impegnarsi contro questa guerra silenziosa  che  non fa notizia  o non ne fa abbastanza.

 

   Si parla molto poco di questi omicidi bianchi, morti assurde e spesso annunciate dalla mancanza di formazione, dai ritmi, dagli orari  e dai risparmi che le aziende fanno prima di tutto sulle misure di sicurezza e sull’ambiente, come dimostrano tra l’altro anche le ultime notizie sul giallo delle analisi  sui lavoratori della cokeria  o le 27 tonnellate di  materiale  della Lusid contenente amianto smaltite in discarica.

 

   Il nostro scopo è quello di  compiere  ogni azione in favore della tutela della vita e della sicurezza  dei lavoratori e di promuovere la sensibilizzazione dell’opinione pubblica..

 

Tradurlo in pratica è un impegno quotidiano, attraverso un programma in continua evoluzione  in base alle proposte che ci stanno arrivando da diverse parti d’Italia: da Brescia a  Reggio Calabria, da Roma  a  numerose altre realtà della Toscana.

 

 

Non ci dimentichiamo di Giuseppe Caliò, Ruggero Toffolutti, Maurizio Guidoni e dei 1.209 lavoratori che sono morti sul lavoro nel 1998.

 

                                                                      Simonetta Guidoni